Domenica 13 maggio un’altra gioia ha avvolto e ripagato il nostro lavoro. Sobria, composta, contenuta, come si conviene ad una società che ha fatto della professionalità e nello stile il suo modo d’essere, ma pur sempre gioia. La nostra Under 18 ha vinto la semi finale del campionato Regionale e si è guadagnata il pass per la fase Nazionale. E’ la 25esima Finale Nazionale della nostra storia. Ed è la quarta volta consecutiva che portiamo tutte e tre le nostre squadre (quindi Under 14 , Under 16 e Under 18) a lottare per lo scudetto. Grandi numeri, che diventano quasi impressionanti se ci aggiungiamo i 36 titoli Regionali (due sono ancora in ballo) ed i 68 Provinciali “solo” con i campionati Fipav.
E’ inevitabile, dunque, un pizzico d’orgoglio da parte di tutti coloro che credono nel “progetto Volley Pool Piave”, dagli allenatori ai dirigenti, da chi si occupa del materiale tecnico alla preparazione di campi e palestre, da chi fa i trasporti a chi fa promozione, senza dimenticare il prezioso contributo dei genitori e degli sponsor.
Ho parlato non a caso di “progetto”, perché i risultati si possono raggiungere solo in questo modo. Possono nascere stagioni fortuite, possono arrivare titoli, anche molto importanti, quasi in modo imprevisto e imprevedibile. Ma i grandi numeri, la continuità dei risultati, la crescita del movimento, non può che passare attraverso un progetto. Coordinato, serio, mirato, ma anche paziente, impegnativo, faticoso. E con la reciproca fiducia tra tutti i componenti del progetto, che prima ho genericamente citato.
Allora mi vengono in mente quegli allenatori che, dopo avere raggiunto un risultato importante, pensavano di essere al centro del progetto e non parte dello stesso. Ed una volta usciti dalla porta del Volley Pool Piave non hanno raccolto che amarezze.
Ma anche a quelle giocatrici che hanno ceduto alle facili (o comode) sirene di chi pensava di saperla lunga sul fare pallavolo, lasciando (e criticando) la società che le aveva cresciute, rimanendo inevitabilmente “scottate” dall’esperienza ed a guardare le ex compagne di squadra gioire per i risultati ottenuti, perché frutto di lavoro, sacrificio e, appunto, progetto.
O a quelle prive di un minimo di riconoscenza per la grande opportunità data e, magari dopo qualche mese da titolari (cosa che può avvenire solo in una società come il Volley Pool Piave che dà questo tipo di opportunità, praticamente nulle altrove), lasciano sbattendo la porta (magari spinte da genitori altrettanto irriconoscenti), salvo poi mordersi le dita per risultati non arrivati come probabilmente si aspettavano.
A tutte queste persone rivolgo non la dedica delle nostre conquiste: queste ce le teniamo per noi, per tutti coloro che credono nel progetto. Ma un pensiero. Nulla arriva per caso, tutto è frutto di progettualità, sacrificio e competenza. Alle volte basta crederci un po’ di più, avere un pizzico di rispetto per chi lavora e progetta, pazientare e lavorare duro.
Ve lo dice uno come me che è allenatore di III grado dal 1979 e di pallavolo ne ha vista passare sotto il ponte.
Franco Casagrande
Direttore Sportivo
Volley Pool Piave